Esiste una reale emergenza sicurezza sul lavoro in Trentino?

In questi giorni la cronaca locale era infarcita di articoli molto tristi: il decesso di alcuni lavoratori durante lo svolgimento delle loro mansioni quotidiane (link agli articoli: clicca qui e clicca qui). Di recente eravamo anche intervenuti pubblicando un articolo relativo ad infortuno con esito mortale: clicca qui.

Nella loro drammaticità questi eventi smuovono le coscienze e riportano all’attenzione un tema sempre molto delicato: la prevenzione in materia di sicurezza sul lavoro in Trentino.

Quanti infortuni in Trentino?

Per provare a dare una risposta “numerica” abbiamo pensato di analizzare l’andamento infortunistico dal 2008 al 2018, pubblicando i dati qui riportati:

Se ci soffermassimo solo sul dato numerico potremo permetterci di affermare che negli anni c’è stato un sostanziale decremento degli infortuni sul lavoro. Sappiamo anche che questi dati hanno diverse chiavi di lettura: l’andamento del mercato, la crisi economica e molte variabili spesso difficili da gestire in maniera obiettiva.

Negli anni abbiamo delicato anche molte iniziative volte a sensibilizzare non solo i lavoratori, ma tutta l’opinione pubblica: clicca qui. Ed anche in questi giorni ci siamo sentiti in dovere di scrivere ai quotidiani locali per dire la nostra in merito a questo delicato tema.

Sicurezza sul lavoro in Trentino: ecco che cosa fare

Il nostro messaggio è stato recepito dal Giornale Trentino, che con molta professionalità ha dato spazio alle nostre parole, pubblicando la nostra lettera nell’edizione del 14 settembre 2019.

Egregio direttore,

Il tema degli infortuni sul lavoro è sicuramente qualcosa di importante e primario nello scenario politico nazionale e locale. Mai come in questi giorni l’attenzione è focalizzata sulla questione “morti bianche”. 

L’effetto immediato è sicuramente di grande impatto: ora se ne parla, se ne discute e da domani torna tutto come prima. Penso sia però giusto fornire qualche dato e spunto di riflessione.

La prima e vera domanda a cui rispondere pero è: esistono leggi precise in materia di sicurezza sul lavoro? La risposta è ovviamente si. Le normative esistono e contemplano tutti gli aspetti legati alla salute dei lavoratori. 

Anzi, con gli accordi stato regione sulla formazione siamo passati negli ultimi anni ad avere un sostanziale incremento dei corsi per i lavoratori. Questo tecnicamente a vantaggio positivo della “cultura della sicurezza”.

Ricordo anche il piano 4.0 dell’ex ministro Calenda  che, tra le altre cose, aveva anche un effetto positivo nell’adeguamento di macchinari aziendali obsoleti, così come i bandi Inai (probabilmente da rivedere perché difficili per le PMI e assolutamente non meritocratici). Tutto a vantaggio della sicurezza sul lavoro per i lavoratori.

Una seconda e importante domanda è: l’emergenza infortuni è reale o mediatica? Qui si scatenano i numeri e le statistiche. Le quali ci dicono che in Trentino siamo passati da 11.433 infortuni nel 2008 contro gli 8.301 nel 2018, una decrescita costante anche dovuta alla crisi aziendale (e quindi al minor numero degli occupati). Anno nero il 2009 con ben 17 infortuni mortali, a seguire 2015 (13 mortali), 2013-2016 (entrambi 12 mortali) e 2008 (10 mortali). Mediamente dal 2008 al 2018 abbiamo avuto più di 9 infortuni mortali all’anno.

Cosa si può fare per gestire il fenomeno?

Prima di tutto supportando meglio tutti gli imprenditori nell’adeguamento normativo, dal piccolo artigiano, all’agricoltore alla grande azienda. Credo sia importante una gestione fiscale vantaggiosa per gli investimenti in sicurezza, a prescindere dalla dicitura 4.0 o dall’ottenimento di complicati bandi. 

Chiedendo una maggiore responsabilità anche da parte dei lavoratori e dei loro comportamenti, che spesso anche se abnormi vengono declinati alludendo di fatto la responsabilità quasi sempre al datore di lavoro.

Continuare con la formazione dandole un metodo più strutturato e abilitante. In modo tale che per tutti i corsi siano qualcosa di indispensabile e ben gestito.

Rilanciare con forza il ruolo della parti sociali e datoriali con l’introduzione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza per ogni comparto produttivo.

Rilanciare il ruolo dell’agenzia del lavoro, che in passato si faceva promotrice di molti corsi in materia di sicurezza anche per aggiornamenti di consulenti, ma che negli ultimi anni ha ceduto il passo annullandone la programmazione.

Assicurare al Uopsal le funzioni non solo ispettive, ma anche di prevenzione. Cosa molto difficile da fare, in quanto gli ispettori sono sempre oberati nella gestione degli infortuni.

Ripartire dalla scuola, perché i compagni di banco attuali saranno i futuri lavoratori e imprenditori del domani.

Per consulenze sicurezza sul lavoro in Trentino:

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