Quali sono i dubbi che portano un TPALL a optare per la NON iscrzione all’albo TPALL?

Abbiamo provato in questo video a fare il punto della situazione relativamente all’Albo TPALL (albo dei tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro), per capire le incertezze di un sistema ancora poco chiaro e dai contorni poco definiti nonostante l’entrata in vigore ormai più di un anno fa.

Albo TPALL: le origini

La Legge n°3 del 11/1/2018 definisce in qualche modo il riconoscimento ufficiale delle professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e della prevenzione.

Prevede anche l’istituzione degli specifici Albi che sono stati costituiti con il successivo art.1 del Decreto attuativo 13/03/18 tra cui appunto l‘Albo della Professione Sanitaria del Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di lavoro.

Obbligatorietà dell’iscrizione

Partiamo da un concetto ampio e generale: l’obbligatorietà dell’iscrizione. Si perché l’art. 5 della legge 3/18 recita che: “per l’esercizio di ciascuna delle Professioni Sanitarie, in qualunque forma giuridica svolto, è necessaria l’iscrizione al rispettivo albo”. Sembrerebbe quindi tutto chiaro. Vi spiego perché invece non lo è.

Le FAQ dell’UNPISI

L’UNPISI è identificata dal Ministero della Salute quale unica Associazione rappresentativa a livello nazionale per il profilo del Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro: Link al sito.

Nella sezione FAQ (link al sito) troviamo la fatidica domanda: 

Chi si deve iscrivere agli ordini – albi professionali?

La normativa prevede che Per l’esercizio di ciascuna delle Professioni Sanitarie, in qualunque forma giuridica svolto, è necessaria l’iscrizione al rispettivo albo (Legge 11 gennaio 2018, n. 3 Capo II  DEGLI ALBI PROFESSIONALI art 5).  Da quanto prescritto l’iscrizione agli Albi professionali è obbligatoria per utti i professionisti che a qualsiasi titolo esercitano la Professione.

Chi è ESONERATO dall’iscrizione?

Da quanto disposto sono esonerati dall’iscriversi all’Albo TPALL tutti colori che sono disoccupati, o che NON esercitano la Professione nella fattispecie coloro che nella produzione di atti, documentazioni, certficazioni, prestazioni professionali (comprese le docenze se effettuate come laureato in Tecniche della Prevenzione), ecc., non appongono la propria firma come Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro, ovvero nell’esercizio di cui sopra non si riferiscono al titolo di Laurea in Tecniche della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro.

I problemi

Chi tra i TPALL (nell’esercizio della propria funzione) si riferisce al titolo di laurea? Ma soprattutto: l’atto formale di nomina RSPP rappresenta uno di questi atti o prestazioni professionali?

Un altro problema è anche relativo al percorso formativo per arrivare al titolo “abilitante”, che nel nostro caso coincide con la funzione di RSPP. Sappiamo infatti che la laurea esonera il modulo A, i moduli B e per i laureati recenti anche il modulo C per conseguire il ruolo di RSPP. 

Ma è anche vero che il ruolo di RSPP può essere svolto da chiunque, con il prerequisito del titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione, effettui il percorso formativo completando il modulo A, i B e il C…che lo ronde a tutti gli effetti un RSPP uguale al RSPP laureato in TPALL.

Perché un TPALL deve iscriversi all’albo quando il suo lavoro può essere svolto da chiunque?

L’istituzione degli elenchi speciali può sembrare una mezza pezza al problema posto, e magari può anche andare bene per certe tipologie di laurea, ma non per coloro che svolgono il ruolo di RSPP, che continuerà ad essere un ruolo la cui prerogativa NON è il possesso di una laurea. Possiamo anche riproporre lo stesso problema sui requisiti del formatore per la sicurezza sul lavoro. Requisiti a cui è possibile accedere indipendentemente dalla laurea in TPALL.

Altro problema: rappresentanza istituzionale proveniente solo dal pubblico

Sicuramente non aiuta il fatto che il comitato centrale della federazione nazionale sia composto esclusivamente da dipendenti pubblici, le cui necessità lavorative sono ben distanti dal mondo privato. 

Quali valori aggiunti?

Trovare un vero valore aggiunto attualmente è molto difficile. Probabilmente l’unico è l’introduzione dell’assicurazione RC professionale. Prendendo atto che nel privato la totalità dei colleghi TPALL ne era già provvista per ovvi motivi di tutela personale e aziendale.

Probabilmente alla lunga un sistema contributivo di cassa, che andrà a sostituire l’odiosa gestione separata INPS, potrebbe essere il vero valore aggiunto all’iscrizione. Ma in tempi per la realizzazione sono oltremodo incerti e indefiniti.

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