Per chi se lo fosse perso riportiamo il testo integrale dell’articolo pubblico su Trentino Industriale giugno-luglio 2017 in cui si parla di “soluzioni smart per la sicurezza”: Studio Kompas e Skeddi

Le nuove adesioni alla base associativa di Confindustria Trento restituiscono, com’è naturale, uno spaccato vivido del panorama imprenditoriale locale: le gradazioni sfumano dalla tipologia dei recenti insediamenti delle grandi multinazionali, alle piccole, svelte realtà costituite sul territorio per l’intuizione di giovani “nuovi imprenditori”. A quest’ultima categoria appartiene lo Studio Kompas: impresa nata solo tre anni fa in Vallagarina dall’alleanza di tre liberi professionisti già attivi nel settore della consulenza per la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il primo a mettersi in gioco è Filippo Pataoner, che si laurea ad Ala in Sicurezza nei luoghi di lavoro e inizia a fare esperienza collaborando con alcune storiche realtà attive nel settore. Per un paio d’anni da solo, poi insieme al fratello minore Giacomo, immagina e definisce un metodo personale, particolare e innovativo di gestire la formazione e l’assistenza alle imprese. È il 2014 quando, coinvolgendo un terzo professionista – Federico Bernardi – i fratelli Pataoner registrano la loro prima società a responsabilità limitata semplificata. Filippo ne detiene la maggioranza, Giacomo il 35%, Federico il 5. Con Studio Kompas, il portafoglio clienti dei tre consulenti lievita, anche in termini qualitativi. Resta lo zoccolo duro dei piccoli artigiani – centri di estetica, autoriparatori – ma arrivano anche le commesse più corpose di alcune industrie della chimica, del vitivinicolo, del tessile, della meccanica: grosse realtà con cinquanta, sessanta, anche settanta lavoratori dipendenti.

“Oggi – spiega Pataoner – gestiamo clienti del calibro di Barozzi, Carpet Baking, Capi Group, Eurotexfilati; abbiamo formato tutto il personale Trentino Trasporti esercizio e Fondazione Mach.

Realtà che si affidano a Studio Kompas per gestire la sicurezza in azienda: dalla nomina del Rspp, redazione dei documenti di valutazione dei rischi ed erogazione di formazione con una particolare metodologia da noi sviluppata fino all’uso del gestionale Skeddi.

Non c’è relazione alla quale abbiamo smesso di essere affezionati: è chiaro però che la soddisfazione di un lavoro fatto bene è direttamente proporzionale alle dimensioni ed alla complessità della commessa. Garantire un buon supporto all’azienda, anche nei momenti di controllo da parte dell’ispettorato del lavoro, ci rende fieri e consapevoli che questa è la strada giusta da percorrere.

E proprio l’esigenza di gestire un numero elevato di casistiche anche di grande complessità spinge i soci dello Studio Kompas a identificare e isolare un nuovo bisogno. Che diventa, a suo volta un business: “Dovendo migrare la gestione delle commesse da un programma di base a un software sofisticato, ci siamo accorti che nessuno dei gestionali sul mercato faceva al caso nostro. È così che ci siamo convinti che avremmo dovuto progettarne uno ad hoc”.

Pataoner, che pochi anni prima ha discusso una tesi proprio sulle ricadute positive di questo tipo di strumenti, incarica una software house e inizia a progettare Skeddi. Studio Kompas presidia ogni step dello sviluppo, per essere certo che le caratteristiche siano quelle desiderate, a partire dalla semplicità: “Il primo obiettivo – spiega Filippo – era che questo strumento ci garantisse un servizio impeccabile. A lavoro quasi ultimato abbiamo inteso che poteva trattarsi di uno strumento valido anche per il cliente. Così è stato: dopo un anno, abbiamo avuto in mano un gestionale immediato, facile da usare e responsive, che a noi permette di monitorare tutti i clienti e le loro scadenze, e alle aziende più grandi di essere completamente consapevoli della propria situazione, dunque potenzialmente reattivi, pur nella serenità garantita dal nostro presidio. Per fare un esempio: alla scadenza di un certificato prevenzione incendi Skeddi manda un alert a noi e all’impresa. Dimenticare una scadenza con Skeddi è impossibile.

A volte mi chiedo cosa sarà di questo settore tra vent’anni – continua –: il nostro auspicio è che in un prossimo futuro le imprese siano in grado di affrontare in autonomia, nei limiti del possibile, qualsiasi tipo di problematica”.

È questa la filosofia che guida anche le scelte condivise sul fronte della comunicazione: sono in fase di produzione una serie di pillole informative che offrano ai clienti una fonte di riferimento attendibile e sempre disponibile sul web: “Una sorta di Frequently Asked Questions in formato video – continua Filippo Pataoner –, si può dire di tutorial, che caricheremo di settimana in settimana sul sito (già online, ma sul quale stiamo ancora lavorando). Ci piace dare un’immagine fresca e smart della nostra impresa, ma le parole chiave, anche in questo caso, sono l’efficienza e l’utilità”. (sb)

Clicca per ingrandire l’articolo

Studio Kompas