Quali foto o video usare per descrivere azioni poco conosciute ai lavoratori?

In merito alla questione “uso delle foto” siamo già intervenuti con un articolo intitolato “Imparare dall’azione sicura: l’uso delle fotografie” (clicca per leggere l’articolo). In tale articolo esaminavamo il potente uso delle foto e consigliavamo l’utilizzo di fotografie che ritraessero comportamenti sicuri di attività lavorative. Questo articolo nasceva infatti dal proliferare di fotografie che ritraevano quasi esclusivamente comportamenti insicuri, senza poi mai mostrare l’azione sicura.

Consapevoli e forti delle nostre idee e dell’applicazione della metodologia didattica che attualmente vede la nostra esclusiva titolarità nell’uso dei corsi di formazione (clicca per leggere), trattiamo un tema molto importante: l’uso delle fotografie per descrivere azioni poco conosciute.

Con il termine “azioni poco conosciute” intendiamo tutte quelle azioni che possono potenzialmente succedere, ma di cui le persone non hanno una chiara e sicura percezione di come avvengono. Possiamo citare molti esempi e lo faremo in materia di sicurezza antincendio nell’ambito casalingo/domestico. Nello specifico trattiamo un argomento molto semplice: il divieto di usare acqua sull’olio bollente.

A prima vista sembra una questione banale, di poco conto se vogliamo. Eppure, nella miriade di corsi antincendio effettuati, sono molte le persone che vacillano sulla questione. Chi ne ha sentito parlare ma non consce gli effetti dell’acqua sull’olio bollente, chi ha provato ed ha imparato la conseguenza dannosa dell’intervento, chi è completamente all’oscuro della vicenda.

In questo caso ci sono molti modi di spiegare e mostrare la reazione dell’acqua sull’olio bollente. Un primo esempio potrebbe essere mostrare una serie di foto come queste:

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Foto 1: un pentolino contente acqua viene versato in un contenitore di olio bollente

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Foto 2: gli effetti

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Foto 3: gli effetti

Questa serie di foto ha sicuramente lo straordinario effetto di catturare l’attenzione dei partecipanti e mostrare loro una tipica “azione poco conosciuta”.

Vi è però un problema fondamentale, queste fotografie non sono sicuramente inserite in ambito domestico, ne tantomeno mostrano un’azione ripetibile in una cucina; chi infatti ha un bastone lungo 2 metri attaccato ad una padella? Chi si veste in quel modo stando in cucina?

Ecco quindi che dopo questa serie di prime fotografie si dovrà necessariamente utilizzare del materiale (anche video) che simuli più da vicino le reali condizioni domestiche.

Un primo esempio può essere dato da questo video, che simula una piccola cucina e gli effetti provocati: clicca per il video

Come possiamo vedere ci stiamo avvicinando a quel grado di realismo che deve necessariamente contraddistinguere il nostro materiale formativo.

Un secondo esempio può essere dato da questo ulteriore video che però è in lingua straniera: clicca per il video

Ottimo video, sempre però in lingua straniera , che mostra le azioni da compiere per spegnere un incendio: clicca per il video

Per la lingua non sarà sicuramente un problema, in quanto possiamo inserire dei sottotitoli molto diretti e facilmente visibili da tutti i partecipanti.

Ovviamente in questo caso non potremo di certo avere lo chef che, privo di qualsiasi protezione, getti acqua sull’olio bollente, però possiamo arrivare a quel gradi di realismo indispensabile per far capire bene come avvengono questi tipi di incidenti. L’uso di foto e video dovrà quindi necessariamente rispondere a questo fondamentale requisito di realismo applicativo, proprio per calare il più possibile l’azione in un contesto conosciuto e condivisibile dai partecipanti.